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Diario di Bordo: 21 aprile – 4 maggio 2007 (di Gianni Darai)  
  11-06-2007
22/04 Locarno - Pallanza - Angera km.60

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Domenica 22 aprile: Locarno - Pallanza - Angera Km.60
Montiamo sulle barche i gonfaloni, le sedilerie, controlliamo le attrezzature e procediamo al varo sull’apposito scivolo di fianco alla nave club Balena. Primo incidente: una chiave d’avviamento si stacca dal portachiavi e piomba nel lago.

Niente paura, sono sì circa 8 metri, ma interviene quasi subito (dopo una serie di nostri inutili tentativi) il subacqueo del circolo e quindi tutto è pronto per l’inizio dell’avventura.

Ci viene anche richiesta una partenza virtuale, sono ben tre le televisioni, una svizzera che ci seguirà lungo tutto il percorso e due italiane con l’amico Maurizio Crovato che ci seguirà per un bel pezzo.

Poi…via, è un afosa giornata e, in assenza di vento, una leggera foschia avvolge le montagne ed il panorama circostante.

In fila indiana le nostre cinque imbarcazioni, più il gommone della Guardia di Finanza, procedono rapidamente e, improvvisamente, dopo poco, dalle acque, come un fantasma, appare il rudere del castello di Cannero.

Breve sosta per ammirare quello che resta dell’imponente maniero e si riparte sino ad arrivare all’ideale confine tra le acque svizzere e quelle italiane, confine che ci viene evidenziato dall’incontro con la barca dei doganieri e con quelli della finanza che sono venuti a salutare ed a scortare i colleghi.

Sosta prevista a Pallanza (Verbania) con ormeggio nello stesso porticciolo e visita alla villa Rusconi-Clerici dove ci accolgono le autorità locali accompagnandoci a vedere lo splendido giardino che, letteralmente, ci ammalia per le incredibili ed indescrivibili fioriture di azalee, di rododendri, di ginestre.

Una esplosione di colori, i viali stessi sono ricoperti dai petali dei fiori ed è uno spettacolo, un piacere per gli occhi.

Sotto un maxigazebo è stato per noi allestito un buffet di benvenuto con i prodotti tipici del vicino parco di Val Grande, il tutto allietato dalla presenza di gentili signore in costume tradizionale.

Un simpatico coro, con Maurizio Crovato in veste di direttore, chiude il pasto per poi passare, nelle cantine della villa, alla presentazione di alcuni libri sulla via dei marmi e sui trasporti fluviali: le vicine cave di Candoglia hanno fornito i marmi per il duomo di Milano, marmi che sono stati trasportati ancora nel 1387 per via d’acqua.

Poi tutti a bordo e navigazione fino a passare sotto, sull’altra sponda del lago, all’eremo di Santa Caterina arroccato sulla montagna. Ci viene infine incontro da Angera una house boat in alluminio e ci accompagna sino agli ormeggi.

 


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