Assonautica    
   
Diario di Bordo: 21 aprile – 4 maggio 2007 (di Gianni Darai)  
  11-06-2007
26/04 Milano - Casarile - Certosa - Pavia Km.30

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Giovedì 26 aprile: Milano - Casarile - Certosa - Pavia Km. 30

Al mattino aspettiamo i “ghisa”, i vigili urbani che con due macchine ci scortano sino ad uscire dalla bolgia del traffico milanese, purtroppo il passaggio previsto nelle due conche da poco restaurate anche per nostro merito, la “Conchetta” e la “Fallata” è saltato per un danno occorso ad un pistone idraulico.

 

 Sarà per la prossima volta. Costeggiamo quindi il Naviglio Pavese sino ad arrivare a Casarile dove, da un alto ponte, subito dopo un’altra conca abbandonata, passiamo ad alare con la gru del truck di Montavoci le nostre sei unità.

 

Riprendiamo  la navigazione lungo un rettilineo corso d’acqua non molto profondo, letteralmente pieno di pescioni che scappano in tutte le direzioni, mentre noi continuiamo a procedere.

 

Attorno a noi la campagna, all’improvviso incappiamo in uno scarico di sabbia e fango che arriva quasi in superficie ma, alzato prontamente il motore, lo sorpassiamo e procediamo sino ad arrivare ad un’altra grande conca (sempre abbandonata e bloccata e ci fa un po’ ridere il vedere sulla sponda di destra il fatiscente caseggiato con ancora su scritto:”Guardiano Idraulico”).

 

Qui, in località Certosa di Pavia, incombe sulle acque una grande costruzione in mattoni rossi che riecheggia il nostro “Molino Stucky” ed infatti è un grande mulino con accanto moderni silos in acciaio, sicuramente costruito lì grazie alla vicinanza del canale un tempo navigabile.

 

Oggi infatti il corso d’acqua è stato declassato, con il bel risultato che sono stati costruiti ponti a raso e le conche sono state lasciate ad arrugginire, se non addirittura cementate.

 

Aliamo quindi nuovamente i mezzi e la nostra lunga carovana riprende, via terra, la strada arrivando a Pavia, attesi da numerose autorità e dalle televisioni, per la dimostrazione che puntualmente facciamo nelle acque della darsena, portando anche il solito pubblico curioso.

 

Nel frattempo, tra una prova e l’altra, riusciamo non senza fatica a recuperare, affondato nel fango della riva, un grosso scooter, nonostante l’incredulità di alcuni anziani che assistono mugugnando all’operazione. Siamo o non siamo degli attenti e puntuali ecologi?

 

Nel contempo, in concomitanza col nostro arrivo, si tiene la conferenza stampa di Legambiente per illustrare le possibilità ed i vantaggi insiti nella riattivazione delle vie d’acqua interne a fini cultural-turistici e della necessità di un maggior controllo e rispetto dei fiumi e dei canali.

 

Finite le prove dobbiamo nostro malgrado constatare che sul Ticino, davanti all’Associazione Motonautica Pavia, c’è più sabbione che acqua e quindi siamo costretti ad optare per il vicino Ponte della Becca, alla confluenza tra il Ticino ed il Po, dove ci accolgono con gioia gli”Amici del Po” e ci mettono subito a disposizione le loro infrastrutture: gru ed ormeggi.

 

Nel capannone di rimessaggio, accompagnati dall’amico Matteo Folz, ci attende poi una piacevole ed inaspettata sorpresa.

 

C’è tutta una sfilata di scafi Dalla Pietà, tutti i modelli degli anni ’60 – ’70 costruiti dal grande Bepi in compensato marino, barche che non si trovano neppure più a Venezia.

 

Si va dal piccolo Rio al Delta, dal Laguna, allo Ionio, dall’Adriatico al Tirreno, dall’ Idra alla Manta ci sono proprio tutti, quasi un museo e ci attardiamo ad ammirarle una ad una.

 

Da parte del sottoscritto un tuffo indietro nel tempo, quando assieme a carlo Folz e a Giannino Dalla Pietà partecipavamo alle gare motonautiche in Italia e all’estero.

 


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