Assonautica    
   
Diario di Bordo: 21 aprile – 4 maggio 2007 (di Gianni Darai)  
  11-06-2007
27/04 Ponte della Becca – Piacenza – Cremona – Torricella di Sissa Km. 35

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Venerdì 27 aprile: Ponte della Becca – Piacenza – Cremona – Torricella di Sissa Km. 35

Al Ponte della Becca, al mattino, viene rivolto un caro ricordo a Carlo Folz amico recentemente scomparso ed imbarchiamo un meatore dell’ARNI (Azienda Regionale Navigazione Interna) sulla barca capofila.

 

Il Po infatti è ai minimi storici e forse anche oltre (all’idrometro di Cremona ci si informa che si è 4 metri sotto) e, non essendo ancora stati posizionati i segnali lungo l’alveo da qui sino a Isola Serafini, la navigazione sarebbe stata difficoltosa e pericolosa.

 

L’acqua c’è ma le secche sono numerose, insidiose, spesso nascoste e, più di tutto, ghiaiose e quindi con serie possibilità di danneggiare i piedi e le eliche dei nostri motori.

Ma tutto procede, grazie all’esperienza della nostra guida, più che bene e così arriviamo a Somaglia dove, come tradizione delle precedenti edizioni, ci fermiamo per una “cicchettata”.

 

Arriviamo poi a Piacenza ed ormeggiamo nella sede galleggiante della M.A.P. (Motonautica Associazione Piacenza), qui i maggiorenti locali ci accolgono e ci portano con un autobus a Palazzo Farnese dove visitiamo una interessantissima Mostra delle Carrozze e ci rinfrancano con un buffet strepitoso.

 

Si ritorna alle barche e…via sino a S.Nazzaro d’Ongina, prima delle chiuse di Isola Serafini ancora una volta inutilizzabili per il basso livello del fiume, dove aliamo con la gru della associazione sportiva le barche sui nostri carrelli.

 

Approfittiamo quindi di un distributore stradale per fare il pieno sia di benzina che di GPL e rialiamo gli scafi alla C.M.C. (Circolo Motonautico Cremona).

 

Legambiente ha organizzato un’altra conferenza stampa sui problemi del fiume alla vicina M.A.C. (Motonautica Associazione Cremona) e lì lasciamo i nostri amici più rappresentativi: il presidente Giampaolo Montavoci e il Generale e, per non fare tardi sulla tabella di marcia, ripartiamo per il porticciolo regionale di Torricella di Sissa dove infatti arriviamo giusti, giusti al tramonto, trovandolo solo grazie ad uno dei nostri amici, esperto locale che va pure in secca, perché è veramente nascosto all’interno di un calanco, ma con ottimi pontili di attracco.

 

Diciamo giusti, giusti perché da Cremona, lungo il fiume, ci sono nuovamente i segnali che ci indicano il giusto percorso ma questi, senza la luce del giorno, non sarebbero più visibili con il conseguente concreto pericolo di impiantarci in qualche secca.

 

Il pernottamento questa volta è stato organizzato in un nuovo residence a Gramignazzo dove scopriamo, proprio lì accanto, una vecchia fornace, la fornace Pizzi che, udite, udite, ha fabbricato nel 1912 i mattoni necessari alla ricostruzione del campanile di S.Marco.

 

Da Venezia arrivò il carbone necessario e da Torricella, tutto logicamente via acqua, partirono i mattoni.

 

Al Cavallino Bianco del vicino Polesine Parmense poi chiudiamo in bellezza con una apoteosi di culatelli, spalle, prosciutti, parmigiani e chi più ne ha più ne metta.

 


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