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  11-06-2007
30/04 Ferrara - Comacchio - Gorino Km. 70

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Lunedì 30 aprile: Ferrara - Comacchio - Gorino Km. 70

Dalla darsena di Ferrara procediamo lungo il Po di Volano sino ad arrivare alla conca di Valpagliaro e proseguiamo sino a Migliarino, qui vi è una biforcazione e noi imbocchiamo il canale di dritta: l’Idrovia Ferrarese ed arriviamo alla conca di Vallelepre.

 

Qui dobbiamo aspettare un po’ perché sta transitando nella direzione opposta una navetta che trasporta materiale inerte edile.

 

Il panorama sta visibilmente cambiando, cominciano a prevalere i canneti dai quali sempre più spesso si alzano in volo aironi, garzette,tarabusi, nitticore, tutti i tipi di trampolieri e di uccelli acquatici, mentre in alto volano falchi e gheppi. Arriviamo per tempo a Comacchio dove si sta svolgendo la fiera internazionale del birdwatching e del turismo naturalistico.

 

Veniamo accolti anche qui da un folto pubblico ed il nostro Giampaolo improvvisa una vera e propria esibizione di abilità manovriera che manda in visibilio gli spettatori: è o non è un pilota di offshore classe 1??

 

Sbarchiamo e veniamo portati con un pulmann a visitare la fiera dove, per l’occasione, è stata prevista da Del Buono & soci una conferenza sulla navigazione interna e sulla “Locarno-Trieste”, a cui logicamente partecipiamo come testimonial. Ripartiamo dopo una “cicchettata” e transitiamo per Porto Garibaldi dove, in mezzo ai pescherecci, facciamo rifornimento e da qui usciamo in mare puntando sulla Sacca di Goro.

 

C’è un po’ di moto ondoso alzato dal vento, ci riavviciniamo alla costa e, per fortuna, ci viene incontro un mezzo della vigilanza lagunare il quale, vedendoci indecisi di fronte ad una serie di bricole che dipartono in varie direzioni, ci fa da apripista e ci conduce dritto, dritto agli ormeggi di Gorino.

 

Gorino, per chi non lo sapesse, è un porticciolo dedicato integralmente alla pesca delle vongole filippine e qui infatti si trovano centinaia di scafi tipo “drifting” o “sampierotta” attrezzati, a differenza di quelli chioggiotti, con “volegoni”, specie di grandi retini a mano, mentre al di fuori della zona di ormeggio stazionano piccoli scafi fattoria sui quali viene fatta la pulizia, la cernita e l’insacchettamento del pescato.

 

I pescatori stessi ci trovano una sicura sistemazione tra le loro imbarcazioni e ci aiutano a sbarcare, incuriositi ed interessati dal nostro uso del GPL.

 

Sono infatti a conoscenza che nel resto d’Europa, dove esistono allevamenti ittici, è obbligatorio l’uso di questo carburante per abbattere l’inquinamento marino.

 

Con piacere facciamo fare anche a loro alcuni giri di prova dimostrativi nella zona del Delta, in mezzo a canneti e a canaletti dove si mescolano le acque dolci del Delta con quelle salate dell’Adriatico.

 

Cena finalmente a base di pesce (nei nostri incubi culinari vedevamo ormai solo culatelli e salami).

 


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