Assonautica    
   
 
  11-06-2007
01/05 Gorino-Porto Viro- Voltagrimana-Brondolo Km.50

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Martedì 1 maggio: Gorino-Porto Viro- Voltagrimana-Brondolo Km.50

Mentre ci prepariamo a ripartire assistiamo allo sbarco dei sacchi di “capparozzoli” da parte degli scafi che si avvicinano al nostro ormeggio dove è situato il posto di controllo e di pesatura del pescato della locale cooperativa.

 

Usciamo quindi dal porticciolo e, costeggiando le barche fattoria, arriviamo ad una piccola conca (ci stiamo dentro giusti,giusti, anzi un po’ compressi) da dove entriamo dapprima nel Po di Goro per poi passare a quello della Donzella o di Gnocca tramite un canale che si restringe fino alla larghezza dei nostri scafi per poi riallargarsi.

 

Navighiamo in mezzo  ad una folta siepe di cannuccie palustri poi, nonostante gli alti argini, intravvediamo tetti e campanili che ci segnalano la presenza di altri paesi, mentre sulle rive si trovano numerosi ormeggi di barche, quasi tutte adatte alla venericoltura e diverse case galleggianti delle più strane e svariate forme.

 

Passiamo, facendocelo aprire, un ponte di barche, uno degli ultimi, e poi entriamo nel Po di Venezia.

 

Qui, più che altro per una errata lettura della segnaletica galleggiante (ricordarsi sempre che le boette bianche vanno tenute a destra risalendo il fiume ed a sinistra discendendolo) o, per meglio dire a causa di una distrazione, uno dei nostri scafi incoccia in una punta di secca semidistruggendo l’elica. Pertanto sosta ed estemporanea sostituzione in loco della stessa grazie alla buona volontà di tutti i presenti ed al sollevamento del piede del motore.

 

Riprendiamo il nostro”fatale andare” e quindi ci infiliamo, scortati da un gommone pattugliatore FB Design della G.d.F. che ci è venuto incontro, in un canale sulla riva sinistra del fiume che in breve ci porta al grande e moderno marina “Porto di Venezia” di Porto Viro.

 

Su un pontile dotato di fingher ormeggiamo uno di fianco all’altro e siamo ricevuti dai rappresentanti del marina e del parco del Delta che ci conducono a visitare una curiosità locale:” le dune fossili di Donada”, il residuo di una vecchia linea di costa caratterizzata da una vegetazione boschiva ed arbustiva oltremodo interessante, retaggio di un’epoca ancestrale nella quale il mare arrivava sino a qui….e oggi siamo a 25 Km. dall’Adriatico.

 

Ritorno e visita alle infrastrutture turistiche del porticciolo (negozi, piscine, ristorante e bar), pranzo logicamente a base di pesce, rifornimento e via risalendo ancora il fiume per pochi chilometri per immetterci, tramite le conche di Voltagrimana, nel canale di Valle e passando quindi il Po di Levante, l’Adige con le sue due conche di Cavanella (destra e sinistra), arriviamo finalmente sul Brenta, a Brondolo, o meglio di fronte, dove troviamo ormeggio e ristoro presso gli amici della Marina del Sole.

 

Con una bicchierata ed una foto collettiva si chiude in gloria la giornata mentre all’orizzonte si intravvedono neri nuvoloni che si inseguono, forieri di quel cambiamento meteorologico preannunciatoci e…. d’altronde, dopo 10 giorni di bel tempo, sole ustionante e caldo soffocante cosa ci dovevamo aspettare?

 

Pernottiamo a Chioggia tutti assieme in un bell’albergo.

 


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