Assonautica    
   
 
  11-06-2007
03/05 Cavallino-Caorle-Concordia-Portogruaro-Bibione Km. 85

Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine Click per Zoom Immagine

Giovedì 3 maggio: Cavallino-Caorle-Concordia-Portogruaro-Bibione Km. 85

La colazione del mattino sorprende piacevolmente tutti, mai avevamo assistito ad una tale varietà di alimenti, si va dal salato al dolce,dalla frutta alla verdura, dalle marmellate alle salse, c’è veramente di tutto e di più.

 

Il generale è colpito in particolare da una specie di cingolato (era nei carristi) che trascina le fette di pane per biscottarle a proprio piacimento.

 

Dopo il rifornimento in marina risaliamo il Sile fino a Jesolo, sottopassiamo due bassi ponti uno dei quali è bloccato e limita la navigazione a scafi con altezze superiori ai mt.2,50 e con piacere apprendiamo che è prevista una loro prossima riparazione.

 

Imbocchiamo il rettilineo canale Cavetta ed entriamo nel Piave attraverso una conca che è sempre aperta (tranne evidentemente in condizioni idrauliche eccezionali) e sulla sponda opposta, un po’ più a monte entriamo, con un’altra conca nelle stesse condizioni della precedente, nel canale Revedoli dove si trovano diversi punti di ormeggio e dove quindi dobbiamo andare molto piano.

 

Altro ponte basso apribile a torre di Fine e, dopo Brian, arriviamo al canale Largon e al Commessera che ci portano fino al fiume Livenza (risalendo il quale, più il Meduna ed il Noncello, si può arrivare sino a Pordenone centro), lo discendiamo passando davanti all’imponente Marina 4, ci immettiamo di fronte, nel canale Orologio o Verroggio, e sfioriamo Caorle, altro ponte apribile entriamo nel canale Saetta e, transitando di fianco a dei grandi caratteristici casoni fatti di canne palustri, entriamo nel largo porto di Falconera risalendo quindi il Nicesolo fino ad entrare nel fiume Lemene.

 

Qui sbagliamo un bivio in assenza di segnaletica e, dopo una buona mezzora, ci troviamo di fronte un bassissimo ponticello in ferro che ci impedisce di continuare. Nulla da fare, quindi dietrofront e andiamo a riprendere la fatidica biforcazione.

 

La vegetazione nel frattempo cambia rapidamente e, da un paesaggio in cui la cannuccia palustre la faceva da padrona, passiamo ad un insieme di varietà arboree impressionante, ci sono  salici,  pioppi, ontani, robinie e rive erbose.

 

Anche qui aironi, cigni ,germani, folaghe che si alzano in volo al nostro passaggio e ci accompagnano per brevi tratti.

Dopo un po’ cominciano ad apparire fattorie, poi delle case che aumentano via via di numero fino ad arrivare a Concordia Sagittaria.

 

Le case continuano, il letto del fiume si restringe fino ad assomigliare, se non ci fosse la corrente, ad un canale veneziano con le case che spuntano direttamente dalle acque.

 

Passiamo sotto alcuni ponti ad arco ed ecco, di fronte a no,i troviamo due grandi ruote di mulino che girano e, alla nostra destra, un pontiletto galleggiante con sulla riva numerose persone che ci stanno aspettando.

 

Siamo arrivati a Portogruaro, proprio nel cuore della bella cittadina dove veniamo ricevuti dal sindaco e dal presidente del G.A.L.(Gruppo di Azione Locale) nel palazzo comunale che sorge proprio lì accanto agli ormeggi.

 

Scambio dei soliti convenevoli e doni, foto di gruppo sulla scalinata con relativo pranzo nella rinomata trattoria Spessotto e infine un giro per il percorso archeologico che ci riporta alle barche.

 

Discesa quindi del Lemene e, vicino al porto di Falconera riprendiamo, seguendo le indicazioni (finalmente chiare) l’idrovia litoranea che si snoda tra canneti fino ad entrare, dopo il canale del Morto, nel canale dei Lovi.

 

Passiamo davanti a porto Baseleghe e proseguiamo, tutti rigorosamente in fila indiana, fin quasi ad arrivare al Tagliamento.

 

Un dubbio a questo punto sorge….ma non si doveva arrivare a Bibione? Ma porto Baseleghe non è praticamente il porto di Bibione? Ferma tutto e torniamo indietro non senza aver preso in giro il nostro “duce” che aveva dato una sua personale interpretazione sulla meta finale della giornata.

 

Ormeggiamo ordinatamente facendo rifornimento per il giorno dopo chè la tappa sarà lunga ed impegnativa.

 

Trasferimento in hotel tutti sulla Range Rover che ci segue via terra, battendo il record sulla impenetrabilità dei corpi, siamo decisamente stanchi ma uno splendido tramonto ci riempie gli occhi.

 

 


Home  

   
 
Assonautica Provinciale Venezia Isola Nuova del Tronchetto, 14 30135 Venezia Telefono: 041786 308/309
Chioggia Sede di Venezia Cavallino-Jesolo-Eraclea Caorle Bibione