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  11-06-2007
04/05 IL RIENTRO: Km. 150

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Venerdì 4 maggio: Il Rientro:  Km. 150

E' stata dura ma i nostri”eroi”ce l’hanno fatta. Sembrava un’impresa quasi impossibile, anche per via del tempo.

 

Dopo essersi asciugati e cambiati ed aver consumato un frugale e frettoloso pasto (rigorosamente caldo) ecco che le cinque imbarcazioni, più il gommone della Guardia di Finanza, riprendono il loro fatale andare.

 

Tratto di mare abbastanza mosso nel golfo di Panzano e quindi rientro nell’idrovia, sempre martellati dall’acqua e dalle raffiche di vento.

 

Per fortuna, a dispetto delle previsioni che davano scirocco intenso, la bora è restata ed, anche se è forte, noi abbiamo proceduto riparati (si fa per dire) dalle montagne carsiche che sovrastano la costa triestina.

 

Il cielo continua ad essere di un nero che più nero non si può, in  contrasto con dei nuvoloni bianchi e grigi.

 

I colori infatti, se non fosse per la pioggia che ci infastidisce, sono bellissimi e numerosi sono gli scatti, anche se sono solo a bordo, che faccio con la mia piccola digitale ogni qualvolta la pioggia rallenta la sua morsa.

 

Il percorso a ritroso ormai lo sappiamo quasi a memoria e, tenendoci sempre in vista l’uno con l’altro, ripassiamo Grado, Bibione, Falconera, Caorle, Cortellazzo, Jesolo.

 

Andiamo di fretta, non c’è nessuno in acqua. Vorrei ben vedere con questo tempo. Scappo avanti  assieme ai finanzieri per arrivare in tempo (sono quasi le 19) alle conche del Cavallino per avvisare il concaro di aspettarci e qui ci fermiamo ad attendere gli altri.

 

Ci siamo ancora tutti, è bello sentire l’aria di casa. Ecco il Pordelio, sottopassiamo il nuovo ponte di Treporti proprio mentre ne stanno provando l’apertura, ed ora sbuchiamo in Laguna, la nostra laguna tormentata come non mai dal vento e dalle onde.

 

Facciamo un po’ di fatica perché le condizioni sono proprio eccezionali, tagliamo per il canale delle Vignole, attraversiamo il canale dei Marani (sembra un oceano in tempesta), costeggiamo le Fondamente Nuove e, finalmente, al tramonto, arriviamo al cantiere Biasin che, al volo a causa delle ondate, ci solleva uno alla volta e ci mette al sicuro a terra.

 

Un sospiro di sollievo, un ringraziamento al buon Dio che ci ha protetto e….tutti a casa a raccontare l’ennesima avventura.

 


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