di Gianni Darai
SI.Sa. detto anche BarcaVelox, sta per “Sistema Sanzionatorio” e in questo ultimo periodo sta facendo molto parlare di se, dopo che per due mesi è stato utilizzato in via sperimentale e, dal primo di agosto 2025, è entrato ufficialmente in funzione a tutti gli effetti, anche se
in attesa di omologazione che dovrà essere effettuata entro due anni. 55 le telecamere ad alta risoluzione e sensori radar posizionati, sistema simile al Tutor stradale che, è già previsto, dovrà essere successivamente ampliato coprendo l’intera laguna.
Dopo il fallimento di ARGOS, il precedente sistema di rilevamento delle velocità e delle infrazioni delle imbarcazioni, sembrerebbe che oggi siano state risolte le problematiche conseguenti alla sua applicazione.
Durante i due mesi sperimentali le infrazioni rilevate quotidianamente per eccesso di velocità erano quasi un centinaio mentre, come già detto, dal primo di agosto si è passati soltanto ad una decina.
Allora, diremo noi, sembrerebbe possibile andare più piano e fare di conseguenza meno moto ondoso anche se ciò per ora avviene solo nelle aree interne, quelle sotto gli occhi vigili del sistema, mentre nelle aree ancora scoperte, come il retro Giudecca o quello del canale dei Marani, il maremoto continua instancabile e incontrollabile.
Il problema della velocità dei mezzi e delle onde generate di conseguenza, è stato un problema nato con la motorizzazione stessa dei natanti e, circa 40 anni fa, nel 1986, il Comune stesso istituì una commissione di tecnici composta da” rappresentanti qualificati delle migliori istituzioni locali interessate, per competenza, ai problemi del moto ondoso” che dovevano definire:” 1) la caratteristica dei natanti per contenere gli effetti del moto ondoso 2) uno studio per ottimizzare i metodi di propulsione 3) un nuovo regolamento di circolazione acquea”.
La Commissione Tecnica, composta dai tecnici del Comune, del CNR, della Capitaneria di Porto e dell’associazione cronometristi, nel 1988 provvedeva
quindi alle misurazioni previste istituendo una base misurata nel canale di Santo Spirito presidiata a terra nell’isola di San Clemente. Documentazioni
cronometriche, fotografiche e risultati ottenuti con l’utilizzo di una serie di sonde di tipo resistivo, il tutto raccolto nella pubblicazione tecnica “Prove Sperimentali su Natanti per la Rilevazione del Moto Ondoso” a firma di F.Costa del CNR e di G.P. Nadali del Comune. Venticinque i mezzi naviganti messi a disposizione per l’occasione, composti anche da imbarcazioni tipiche lagunari: cinque tipologie di mototopi, tre di taxi, tre di Gran Turismo, due di ACTV, una pattana, una topetta, un caccia-pesca, una caorlina, un mezzo AMIU, una sampierota, un mezzo dei vigili, un gommone, un Boston Whaler
ed uno zatterino, che venivano fatti navigare alle velocità consentite sia a vuoto che a pieno carico misurando così l’altezza dell’onda prodotta.
La minima con una altezza di 1,6 cm. per il topo n.11 a 5 Km/h e quella massima di 63,6 cm. per il Gran Turismo n.10 di 18 metri a pieno carico e a
21, 95 Km/h. Lo studio prevedeva, studiando i vari comportamenti, di contenere l’altezza dell’onda prodotta entro i 10 cm. al massimo, cosa risultata fattibile contenendo le velocità delle unità attorno ai 10-12 Km/h.
Per combattere il moto ondoso che, non occorrerebbe rimarcarlo, danneggia la preziosa città di Venezia, i suoi monumenti e la sua laguna, sono stati studiati quindi di conseguenza dei limiti di velocità diffrenziati dai 5 Km/h (3 nodi circa) ai 7, agli 11, ai 14 e ai 20 Km/h limiti che, per il Si.Sa, prevedono inoltre delle tolleranze di 2 Km/h con relativo arrotondamento. È stato inoltre specificato che, più che un sistema punitivo, questo tipo di intervento dovrebbe essere letto come un sistema educativo, vista la “deregulation” avvenuta negli ultimi anni con l’aumento del turismo e del traffico acqueo
conseguente. A parte quindi i ricorsi, che sono attesi come già avvenuto in passato dai soliti contestatori, pare che questo primo passo stia ottenendo
buoni risultati restando peraltro in attesa dell’ampliamento del sistema.
di Federica Repetto
Venezia si è nuovamente animata per la Regata Storica, una delle manifestazioni più suggestive della città lagunare. Come da tradizione, la giornata si è aperta con il corteo storico. Oltre 130 sono state le imbarcazioni storiche, tra cui bissone da parata e la Serenissima, con a bordo figuranti in costume rinascimentale, che hanno preso parte al tradizionale corteo che ogni anno rievoca la celebre accoglienza riservata a Caterina Cornaro, la sposa del re di Cipro che rinunciò al trono in favore di
Venezia.
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03 Editoriale
05 Sommario
09 In questo numero
09 Almanacco
10 Nautinews
11 Greenews
In primo piano:
12 Moto Ondoso - SI.SA
15 Regata Storica
18 La Rotta del Cuore Preview
20 Amerigo Vespucci
22 65° Salone Nautico di Genova
25 Il Rally della Laguna Sud
26 Coppa del Presidente
29 Verde Laguna
32 54° Rally Venezia - Pordenone
35 Nautilia 2025
36 SNIM 2025
38 I Peneli e i segnavento delle barche
da pesca adriatiche
42 Le navi in tasca (7° capitolo)
45 Acque promiscue
46 Union Lido compie 70 anni
48 In Cambusa
49 Vele Tra i Monti
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53 Infolaguna
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Anno XXIII - n. 143 - agosto / settembre 2025
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