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Aggiornamenti periodici che trattano temi legati alla nautica, alla sicurezza in mare, alla mobilità sostenibile, e alla tutela dell'ambiente marino. 
Queste notizie forniscono informazioni su eventi, iniziative, regolamentazioni e collaborazioni e sono pensate per mantenere aggiornati gli operatori del settore e gli appassionati del mare

Editoriale n. 145 – Questo Salone s’ha da far!

CCIAA VE-RO E ASSONAUTICA VE

Ci siamo. Dal 27 al 31 maggio si riaccendono i riflettori sul Salone Nautico di Venezia, la kermesse sostenuta con convinzione dalla Camera di Commercio di Venezia–Rovigo, che più di altre ha saputo distinguersi nel panorama delle fiere internazionali. Il nostro Salone, infatti, “si è portato a casa” il premio BEA – Best Event Awards come migliore fiera d’Europa 2022, oltre al riconoscimento Best Destination Marketing che nel 2023 ci ha visti primeggiare su tutte le altre destinazioni fieristiche d’affari.
In un contesto di forte competizione – con investimenti esteri spesso inimmaginabili rispetto ai nostri – essere riconosciuti all’estero per la qualità del Salone Veneziano è un risultato eccezionale.
Budget limitato, altissima professionalità, capacità attrattive non comuni, laboriosità, passione, comunicazione costante, promozione di alto livello e attenzione certosina a ogni possibile
occasione di crescita: queste sono le caratteristiche del Salone.
Un’organizzazione che vede, da una parte, numerosi espositori arrivare con prodotti d’avanguardia
e, dall’altra, un timoniere capace di guidare un team di eccellenza: quello di Vela S.p.A. A loro va il nostro grazie per aver riportato Venezia e il Nord Est Adriatico sulle prime pagine della storia della nautica mondiale.
Aggiungo, per chiudere lo spot, che non sia mai che a qualcuno venga la bizzarra idea di azzoppare
il Salone Nautico di Venezia nelle edizioni future: “questo Salone s’ha da fare”!

ENERGIA EOLICA, LA NOSTRA CENERENTOLA
In un periodo storico cruciale per la competitività delle nostre imprese, caratterizzato da una sostanziale stabilità dei mercati finanziari del “sistema Paese” – leggasi spread sui bond tedeschi, moderata crescita del PIL e crisi dei nostri vicini europei – ci saremmo aspettati che le risorse energetiche a costo pressoché zero fossero al centro del dibattito politico e delle decisioni del Governo.
Purtroppo, non è così, e dispiace dover assistere alle storiche guerre di influenza: le lobby del petrolio
e del nucleare percorrono ancora una volta con efficacia le strade del Parlamento e del Governo, a discapito degli interessi generali della nazione.
Abbiamo un patrimonio enorme di energia pulita che si chiama vento e mare, ma – al di là delle dichiarazioni di facciata – continuiamo a perdere terreno rispetto al resto d’Europa.
Vento e sole, che possediamo in quantità industriali, vengono relegati agli ultimi posti nelle priorità del Paese. Eppure, l’industria italiana dell’eolico offshore è più che pronta a investire: progetti che attendono
da sei, sette, perfino otto anni un via libera che non arriva. Burocrazia, distrazione o boicottaggio a favore di interessi terzi? Da ciò che appare, un micidiale mix di tutti e tre.
Aumentare l’approvvigionamento energetico interno significa garantire produzione industriale, competitività sui mercati, indipendenza economica e sicurezza strategica – un valore enorme in un contesto geopolitico complesso come quello attuale. Malgrado ciò, le non-decisioni cui assistiamo sembrano il prezzo da pagare al “sistema delle lobby” degli idrocarburi.
La domanda che sorge spontanea, da spettatori non distratti del balletto sui costi dell’energia che gravano su famiglie, imprese e su ogni aspetto delle nostre vite, è: fino a quando potremo sopportare un gap così pesante? Non sarebbe meglio decidere in fretta, diversificare e aumentare senza esitazioni la produzione di energia offshore, con impianti in alto mare che non si vedono, non si sentono, creano
nuove aree marine protette e garantiscono energia pressoché costante? Vi invito a leggere il mio articolo a riguardo a pagina 12 (Lagunamare n. 145).
E se vi chiedete chi sia la vera Cenerentola in questa vicenda, la risposta non è l’energia eolica: è l’Italia intera. stato eletto il nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Venezia–Rovigo. La nostra Camera è il fulcro di riferimento per il sistema delle imprese del territorio, ed è attraverso la sua governance che si attivano importanti azioni a sostegno della micro, piccola, media e grande impresa. Assonautica Venezia, braccio operativo della Camera di Commercio per la blue economy, esprime le più vive congratulazioni al
Presidente Massimo Zanon per la sua riconferma e a tutti i validissimi Consiglieri che ogni giorno investono il loro tempo nel volontariato economico e sociale, affinché il cuore dell’economia del Nord Est continui a crescere e a trainare, insieme a tutto il Veneto, il “treno Italia”.
Solo attraverso menti visionarie e lungimiranti, capaci di guidare organismi complessi, possiamo puntare a nuovi e ambiziosi traguardi.
La squadra appena insediata la trovate a pagina 45 (lagunamare 145).
A tutti loro, da parte mia e del mio team, l’augurio di un mandato proficuo e brillante. Molti progetti attendono.

PROFESSIONISTI E ARMATORI DEL DIPORTO: QUANDO UN TESTO UNICO?
Mentre andiamo in stampa, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il personale italiano imbarcato, operante oltre 183 giorni all’anno su unità in bandiera estera, è escluso dal pagamento delle tasse in patria. Una novità importante, che rende giustizia a chi sta lontano da casa così a lungo svolgendo un lavoro durissimo. Purtroppo, però, questo chiarimento incentiva il personale a imbarcarsi su naviglio estero e gli armatori italiani a immatricolare le unità in bandiera straniera. Così gli sforzi di tanti di noi – che da almeno vent’anni ci battiamo per una flotta da diporto in bandiera tricolore con equipaggi italiani – rischiano di essere vanificati.
Pur riconoscendo che il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate è in linea con il comportamento degli altri Stati, continuiamo ad attendere una norma che semplifichi e metta ordine, magari in un testo unico, agevolando il sistema fiscale legato all’armamento, favorendo l’arrivo di investitori esteri e garantendo quelli nazionali da un continuo, spossante e dannoso incentivo ad andarsene dall’Italia.
Basterebbe fare un copia e incolla da Malta. L’autolesionismo, purtroppo, impera ancora sul nostro mare nostrum.

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